IL PROBLEMA

In Italia si utilizzano circa 7 milioni di cartucce toner ogni anno.
E’ necessario un servizio capillare di raccolta e trattamento dei toner esausti e, più in generale, dei “consumabili esausti” (dei quali fanno parte, oltre ai toner, anche vaschette, developer, cartucce inkjet, bottiglie, cpu e pezzi di ricambio) svolto in nome e per conto dei produttori di stampanti con trasparenza, sicurezza e nel rispetto dell’ambiente e delle norme poste a tutela dello stesso.

Riciclo hardware

LA SOLUZIONE

Platinumdata srl con la collaborazione di R’iToner (sistema nazionale che propone la raccolta capillare, efficiente ed economica dei toner esausti) Vi propone un servizio di ritiro a domicilio di tutti i rifiuti “problematici”. R’iToner è un progetto nato in seno ad ecoR’it, uno dei più importanti Consorzi italiani attivo nella gestione dei RAEE e dei rifiuti di pile e accumulatori provenienti dalle aziende, dai rivenditori e dai nuclei domestici. EcoR’it, impiegando le migliori tecnologie ambientali disponibili in modo sicuro ed affidabile, serve oltre 650 imprese associate che operano prevalentemente nel settore IT.

Tra i soci di ecoR’it che hanno contribuito a promuovere lo sviluppo del progetto R’iToner sono presenti ben 10 primarie aziende produttrici di stampanti: Brother, Canon, Epson, Konica Minolta, Kyocera Mita, Lexmark, Olivetti, Ricoh, Toshiba e Xerox, a cui si aggiunge anche Samsung.

 

SANZIONI PREVISTE DALLA LEGGE

In caso di trasgressione è prevista una sanzione amministrativa di carattere pecuniario (da € 2.600 a € 15.500 per rifiuti non pericolosi e da € 15.500 a € 93.000 per i rifiuti pericolosi) o una sanzione amministrativa accessoria della sospensione da un mese ad un anno dalla carica rivestita dal soggetto responsabile dell’infrazione e dalla carica di amministratore. Le multe, in caso di reato, possono trasformarsi in sanzioni penali a carico del titolare o amministratore dell’impresa e/o del responsabile tecnico.

Queste formalità burocratiche si possono evitare? Si, Al fine di liberarsi da tali oneri, e dai relativi rischi, è possibile aderire ad un servizio di smaltimento, stipulando un contratto di manutenzione, che va a trasferire la paternità del rifiuto – e quindi i relativi obblighi amministrativi e burocratici – in capo ad un diverso soggetto giuridico. Si tratta di società che in molti casi riescono a riciclare al 100% i materiali esausti di cui è composto il toner.

Secondo la normativa per lo smaltimento toner, al momento del ritiro l’azienda deve ricevere la prima copia del formulario di identificazione rifiuti (FIR) che certifica l’avvenuta presa in carico del rifiuto.
Il formulario d’identificazione rifiuti si compone di 4 copie: la prima resta al produttore del rifiuto, le altre tre copie sono prese in consegna dal trasportatore per tutta la durata del trasporto fino al conferimento ad impianto autorizzato. La seconda copia rimane all’operatore dell’impianto di recupero/smaltimento, la terza viene mantenuta dal trasportatore e la quarta deve essere restituita al produttore entro 90 gg dalla presa in carico del rifiuto dall’impianto di conferimento.
Il produttore del rifiuto dovrà conservare questo documento per 5 anni, segnalando dove è conservato e indicare sullo stesso, nello spazio riservato alle annotazioni, l’esonero dall’obbligo di tenuta del registro di carico e scarico.
(La compilazione del registro di carico e scarico è obbligatoria per i soggetti che smaltiscono rifiuti pericolosi e per le aziende che producono rifiuti speciali derivanti dalle attività artigianali, industriali.)